lunedì 19 novembre 2007

Papa João XXI e o seu "Tesouro dos Pobres"


Amanhã, terça-feira 20 de Novembro, pelas 18h30, o Dr. Luca Pesante irá apresentar no Instituto Português de Santo António (Via dei Portoghesi, 2) um interessante livro cuja edição coordenou: Il tesoro dei poveri.


Trata-se de um receituário médico do século XIII, composto por Pedro Hispano, o único Papa português, que subiu ao trono pontifício com o nome de João XXI. Tendo falecido em Viterbo a Università degli Studi della Tuscia – Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne
em colaboração com o Instituto Camões criou há anos uma cátedra de lingua portuguesa com o seu nome.


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Eis a recensão da obra:


In un connubio di umano e di divino, l’uomo del Medioevo lottava per capire le leggi che regolano il mondo e la vita. E quindi anche per superare la malattia. Più rivestiva un ruolo religioso, più si sentiva impegnato ad operare per migliorare la salute del malato. Come non poteva porsi il problema un uomo destinato a diventare Papa? Pietro Ispano, futuro Giovanni XXI, scrisse il Tesoro dei Poveri pensando di venire incontro alle necessità della povera gente, ritenendo il diritto alla salute un bene di tutti, anche di chi non poteva permettersi farmaci costosi. Ma lo “scienziato” medievale, un po’ teologo e un po’ medico, un po’ astrologo e un po’ giureconsulto, era teso a sintonizzarsi con il macrocosmo, dove più evidente era il peso delle energie divine ed astrali. Ne usciva un quadro culturale composito, che viveva sia della tradizione che delle fonti classiche, sia delle idee dei contemporanei che di spunti personali, un mix di rimedi terapeutici vegetali, minerali ed animali, finanche umani, che oggi possono farci sorridere, ma che nel bene e nel male rappresentano il substrato storico della nostra medicina. Le nocciole tritate con il grasso d’orso fanno ricrescere i capelli, il grasso di capra con il succo di porro restituisce l’udito,la pietra che chiamano magnete allontana la discordia tra marito e moglie, il succo di artemisia rompe i calcoli in modo straordinario, la resina di ginepro spalmata sul pene ne impedisce l’erezione,l’erba colombina portata tra i vestiti estingue la libidine: sono alcune delle indicazioni tratte dalle centinaia di ricette che si susseguono una dietro l’altra, per trovare un rimedio a tutto, in un viaggio insolito, attraverso le malattie fisiche e psichiche che affligono il corpo partendo dalla testa e arrivando ai piedi. Pietro Ispano, la nostra guida, ci accompagna tra le righe con il mirato intento di scacciarne le paure, ma soprattutto di suggerirci i rimedi più appropriati, basati sulla forza rigeneratrice della Natura. Il Tesoro dei Poveri (Thesaurus pauperum), perciò, è un compendio di ricette, buone sia per la caduta dei capelli che per la sterilità,l’impotenza, la febbre, le rughe, l’itterizia e a tutta una lunga serie di malattie. L’esposizione, fatta in modo sintetico, è mirata proprio all’applicazione pratica. Il fatto che vi compaiano rimedi piuttosto curiosi per il mondo scientifico di oggi, non sminuisce l’importanza storica del trattato e la sua importanza sul piano della pratica terapeutica, come dimostrano le numerose edizioni del trattato succedutesi fino all’Ottocento. Al contrario ne rende più piacevole la lettura, dal momento che apre uno squarcio su un mondo terapeutico ignoto, che per noi moderni si carica di magico.

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